PASTANTIFA & MORE | 25-07-26

CASA RESPIRO | ORE 19:00

25 luglio 1943 – 25 luglio 2026

Anche quest’anno vogliamo celebrare il nostro murale di @Cibo che ricorda la famiglia Cervi e ciò che accadde a Campegine all’indomani della caduta del fascismo: dopo vent’anni di oppressione e la seconda guerra mondiale in meno di trent’anni, un paese intero si riunì per festeggiare un senso di liberazione che è poi diventato lotta, e che noi ricordiamo con il nome di Resistenza.

Un paese che fa festa, dicevamo. Insieme. In una situazione di grande povertà e ristrettezze alimentari, decide di farlo con quello che c’è: con la farina si fa la pasta, e si condisce con burro e grana, ottenuti dal latte del reggiano. E’ questa la ricetta originale, e a noi piace rispettarla.

Ma la pastasciutta è anche uno schiaffo alla retorica futurista che aveva sostenuto il fascismo, tanto da indurre Filippo Tommaso Marinetti a scrivere il manifesto “Abbasso la pastasciutta“, alimento considerato molliccio che provoca fiacchezza, pessimismo, inattività nostalgica e neutralismo, mentre una corretta alimentazione per la grandezza dell’Italia doveva impedire “che l’Italiano diventi cubico massiccio impiombato da una compattezza opaca e cieca. Si armonizzi invece sempre più coll’italiana, snella trasparenza spiralica di passione, tenerezza, luce, volontà, slancio, tenacia eroica.” I corpi italiani così alleggeriti diverranno agili e “adatti ai leggerissimi treni di alluminio che sostituiranno gli attuali pesanti di ferro legno acciaio.” — Una retorica altisonante e vuota che riecheggia ancora, ai giorni nostri. Una storia al contrario. Viva la pastasciutta, invece.

La pastasciutta antifascista è questo: una festa di paese, fatta di quel poco che si mette insieme, e la gioia di sentire che qualcosa di nuovo sta nascendo. Di lì a poco, il 28 dicembre 1944, Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore Cervi vennero fucilati dai repubblichini insieme a Quarto Camurri.  Anche a loro siamo debitori di un pezzetto della nostra libertà, garantita dalla Costituzione che è nata dalla Resistenza.

Qualcosa da proteggere. E per riuscirci, come sempre, vogliamo nutrire anche il pensiero, perciò quest’anno abbiamo invitato ENZO CICONTE, docente universitario di Storia delle Mafie all’Università di Pavia, già consulente parlamentare della Commissione Antimafia, primo a pubblicare un testo storico sulla ‘ndrangheta in Italia.

Sarà un dialogo a più voci con interventi musicali a cura di Stefano Anselmi, Laura Billiato, Piergiorgio Golfetto.

Ci parlerà del suo ultimo libro, STORIA DELL’ALTRA ITALIA, in cui individua un filo rosso, fatto di sangue e depistaggi, che attraversa l’intera storia unitaria italiana: la storia di lungo periodo dell’uso sistematico di criminali, mafiosi e neofascisti come strumento di potere. In questo saggio magistrale, propone una tesi storica audace e documentata: tra le stragi neofasciste e quelle mafiose esiste una continuità di intenti e di attori.

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Gli eventi in Casa Respiro sono sempre a ingresso libero ed inclusivo, perché nessuno rimanga indietro. Casa Respiro si regge sulla responsabilità di chi ne fruisce, perché contribuisca nella misura in cui può, per aiutarci a sostenere il progetto di cohousing sociale e di luogo di in cui tutti possono trovare bellezza ed accoglienza.

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